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Il modo di dipingere di Fabio Agace denso e affermativo, appare
come la diretta espressione di spinte interne che trovano via via la
cromia attraverso la quale manifestarsi. La vitalità delle sue opere è
nella presa diretta delle emozioni.
Le pennellate decise e sicure, gli impasti sapientemente densi, la
composizione ben impostata in una rassicurante compostezza, è un
transfert di vissuto-pittura che viene proposto all’osservatore con
garbo perché ottenuto senza sforzo apparente, in una elegante
scioltezza.
Le sue composizioni rivelano un’acquisizione completa dei dati
culturali e le esperienze di ricerca. È un artista genuino dalla pittura
fresca e al contempo forte, il linguaggio delle sue opere, con evidenti
tonalità di colore che costituisce la caratteristica dominante, esprime
un rapporto di luce-colore che si perde in orizzonti che posseggono
contenuti di profonda contemplazione, per strutturarsi in una
esperienza visiva di indiscussa capacità suggestiva.
Fabio Agace ha la tempra della pittura che si ammira nei musei,
quella considerata molto seria, la cromia è magmatica e scintillante,
quando ci troviamo davanti a una delle sue opere, è inevitabile che
la nostra sensibilità ci porti ad interrogoraci su cosa c’è dietro o
dentro il quadro.
I colori incisivi del nero, del rosso, del giallo, spaziano oltre la stessa
dimensione della raffigurazione, sanciscono un metodo di lettura
artistica multiplo. È rivolta ad un mondo umano autentico di
significati veri e passionali, rivelati talvolta da un gesto, un
atteggiamento, da una sensazione con cui l’artista ne definisce la
condizione psicologica.
La sua arte è frutto di una vocazione innata ma anche di un
impegno serio e costante, una ricerca in continua evoluzione.
Si potrebbe definire arte senza tempo, fatta di stati d’animo diffusi,
universali; fuga dal mondo reale, un rifugio fuori di noi in ciò che di
mitico e magico la pittura di Fabio Agace ci promette».
Roberto Puviani (Critico d'Arte)
"Il grande Burri è uno dei suoi referenti indiscussi,
l'informale è un periodo artistico di riferimento molto forte, introspettivo fino al
limite e di difficile definizione. Le tele di Fabio Agace esprimono un
senso profondo di angoscia, i colori che sceglie, la loro pastosità e
densità richiamano il sangue il martirio dell'essenza
dell'essere umano che attraverso l'uso dei vari materiali
diventa corpo e vive di una propria solidità mostrando
un'estrema sensibilità nel captare i disagi della vita moderna
così come fecero a suo tempo gli espressionisti"
Dott.ssa Daniela Tidei (Critico d'Arte)
"Quello che gli alchimisti, con alambicchi e formule magiche,
cercavano di ottenere, Fabio Agace, alchimista antico/moderno,
lo ottiene con i suoi attrezzi di pittore.
Come gli alchimisti tentavano di raggiungere i metalli nobili,
lui tenta di raggiungere altri spazi con la sua barbarica raffinatezza formale
dove la mente si può (si deve) perdere,
in infinite possibilità di soluzioni ognuna delle quali
da il segno di una impossibile permanenza.
Costantino Canonico (Artista)
Il connubio ricerca - sentimento rendono l'operato
di eccelsa fattura e forte impatto emotivo,
per cui conduce ad un immediato consenso del fruitore.
Prof.ssa Anna Francesca Biondolillo (Critico d'Arte)
"Fabio Agace è un pittore fortemente impegnato
nel realizzare attraverso cromie particolarmente elaborate
(di massime informali) il suggestivo mondo dell'inesplorato
surreale e mentale. Il risultato di questa sperimentazione
è l'abbinamento della forma colore al soggetto astratto citato.
Riconoscibilissimo autore per tecnicismo e cromia,
certamente suggerirà il suo costante iter divulgativo
ad accostarsi a tematiche ancor più difficoltose perchè in possesso
dei mezzi idonei per approfondire questo arduo settore pittorico.
La matericità sgorga dalle sue curatissime tele fino ad investire
il fruitore creando una simbiosi di specchio oggetto
difficilmente raggiungibili in pittura .
Michael Musone (Critico d'Arte)
""Fabio Agace è l'uomo primitivo al fondo della caverna platonica, legato agli spuntoni
delle rocce di irti stalattiti e stalagmiti,
che fanno sognare nuvole vaganti, oltre la stratosfera,
nel mondo delle idee pure, autentiche, originali,
pregne di antiche tradizioni, di nobili principi
e di eccelse virtù.
Il fitto velo si squarcia davanti ai suoi occhi,
per scorgere all'ingresso agreste ombre di uomini stanchi,
larve di animali deformi e sagome di cose orripilanti,
nei solchi dell'incertezza, nelle consutudini violate,
nelle arcaiche reminiscenze di chimeriche ragioni,
di insondabili pensieri e di atavici concetti.
Come nella storica grotta di Lescaux,
nei suoi sublimi dipinti appaiono graffiti interiori
aderenti alla realtà delle tracce arcaiche,
all'ideale dell'assoluto mistero e allo spirituale nell'arte
dei tempi moderni delle avanguardie artistiche.
E' come assistere a scene desunte
dall'archivio della memoria storica,
a squarci spirituali nel residuo dell'inconscio
ed a tempeste di colore nei nastri del vento d'estate,
nelle striature dei tramonti d'autunno
e nel nevischio delle tormente invernali.
Poli, siti e posti opposti rappresentano
l'ossimoro del ghiacciobollente,
misto all'estro della fiaba, al linguaggio
del fuoco di Fabio Agace,
che placa nei bouquets floreali e
nell'Iperuranio platonico
l'ansia per il surriscaldamento globale,
per l'effetto serra, per l'inquinamento totale,
interno ed esterno.
Soltanto la sua Arte nuova, singolare,
affascinante indaga le insondabili sfaccettature
dell'animo umano,
per trarne a galla il senso fluido di pensieri smarginati,
la fantasia lirica di segni infinitied il settimo splendore
di immagini mediatiche e suggestive, struggenti ed evanescenti."
"Gianni Latronico (Artista e Critico d'Arte)
"Comincia a dipingere nel segno della scissione dogmatica tra il figurativo e l'informale,
tra il concreto e l'astratto, tra il disegno ornato e geometrico,
prospettico e simbolico, nella congiunzione interiore
tra sensazione visiva e percezione emotiva,
all'insegna dell'arte totale.
Ogni sua opera d'arte è una finestra aperta
sui flussi e riflussi della coscienza,
per tirare a galla gli inconsci pensieri rimossi
e far trionfare il represso residuo psichico,
in piena armonia tra corpo e anima,
al suono di cembali e farandole,
nella danza delle ore, allietate dall'eterno divenire,
dall'infinito sentire e nell'afflato della pittura soffusa
di poesia lirica e grazia divina"
Gianni Latronico (Artista e Critico d'Arte)
"L'arte di Fabio Agace
rispecchia le tendenze di questo tempo
nella ricerca di una espressione personalizzata
attraverso il genere "informale".
Posso sicuramente asserire che non c'è
una ricerca del disegno e del figurat
ivo classico ma lo sforzo
(valido e concreto) di suscitare emozioni.
In questo Agace è particolarmente efficace
e le sue opere non solo
sono ottimi lavori di tecnica applicata
ma anche di design moderno e accattivante.
Non vi è alcun dubbio che l'osservatore
non puo' che meditare e cercare di leggere i messaggi
di emozioni inseriti nelle sue opere
attraverso i suoi colori
e le sue composizioni.
Non occorrono troppe parole nè la ricerca
di termini "ampollosi" per descrivere
semplicemente che le opere di Agace
suscitano interesse e curiosità indiscutibili.
L'osservatore attento e preparato,
noterà la fantasia e le sua tecnica applicata
e non potrà fare altro che apprezzarla
poichè, come da sempre affermo,
"La bellezza nell'arte
non è nè un nome nè una firma ma l'opera che crea emozioni!" ."
Vincenzo Conciatori (Artista e Critico d'Arte)
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